Nella ricorrenza di una festa che vuole sottolineare l’importanza della bontà in tutti i sensi, cioè dalla parte del cuore, dalla parte della gola, dalla parte degli occhi, ecc… eccovi alcune riflessioni scomode.
La nostra cultura cristiano-cattolica basa le sue fondamenta sull’ipocrisia. Con santi, imperatori, papi e reliquie, per secoli ha dominato e ci domina, abituandoci a questo sentimento contro la verità. Fu fondata dall’ambiguo Imperatore romano Costantino I (Flavius Valerius Constantinus 274–337) pontefice massimo, che per diventare imperatore e salvare l’impero (diviso in quattro) non esitò ad adoperare ogni mezzo. Santo per gli ortodossi, oltre a convocare i primi Concili e a presiederli, non esitò ad uccidere i propri figli e annegare la moglie Fausta. La sua politica si basò sull’inganno e sull’eliminazione fisica degli avversari, si può di certo affermare che con Costantino nasce il Cristo degli imperatori e muore il Gesù dei poveri. I suoi concili servirono per estirpare tutte le varie teorie su Gesù non consone alla gloria del regno, definite eresie. Con l’Editto di Milano del 313 che sanciva la libertà di culto: «Ut daremus et christianis et omnibus liberam potestam sequendi religionem quam quisque voluisset» (Per dare ai cristiani e a tutti gli altri il potere di seguire la religione che ciascuno vorrà) inizia il livellamento di tutte le religioni in maniera da scollegare l’umanità dalle sue vere origini.