«L’Arte aborre qualsiasi forma di censura.
La censura e il divieto sono il terreno di crescita e di fermentazione di ogni forma di integralismo, di ogni dittatura e di ogni conformismo.
Non esiste Arte se non c’è piena libertà di espressione, e non esiste libertà d’espressione quando gli artisti non sono liberi di esprimersi, di lavorare, di esporre - liberamente e pubblicamente - le loro opere, qualsiasi esse siano.
Noi ci opponiamo a qualsiasi forma di condizionamento che non sia quella della nostra coscienza.
Non crediamo nei falsi moralismi di chi oppone il rispetto delle convenzioni, delle fedi o delle religioni alla piena e assoluta libertà di espressione degli artisti.
Il rispetto di ogni idea, di ogni fede, di ogni credo si conquista e si difende sul campo, con il confronto, con la discussione, con lo scontro, anche aspro, delle idee. Quando occorre, anche con lo sberleffo e la pernacchia liberatoria. Noi difendiamo il diritto degli artisti di usare, se lo credono, anche lo sberleffo e la pernacchia, contro l’uso improprio della violenza delle convenzioni imposte con lo strumento osceno ed offensivo della censura e dei divieti.