«… una volta l’arte era considerata la prima espressione per capire e cambiare il mondo, oggi è oramai ferma nei salotti e nei festini, fa da contorno e spesso è inutile, ripetitiva, disordinata, alla ricerca di quel pubblico attratto dalla TV che non legge un libro neanche sotto tortura …» (Luana De Rossi).
A parte le eccezioni che esistono sempre per nostra fortuna, il ruolo dell’arte, dell’espressione artistica, appare oggi fortemente in crisi. Mai come ora, a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta per giungere sino a questo primo scorcio di inizio millennio, l’attività artistica non riesce ad entrare in stretta relazione, a parte alcuni rari casi (Keith Haring 1958-1990, Jean Michel Basquiat: Samo 1960-1988 e pochi altri ancora), con la contemporaneità; ed è sempre più difficile, per il fare artistico, tenere il passo con le nuove tecnologie e acquisirle nella propria strumentazione espressiva, come è sempre accaduto nel corso dei secoli passati nell’arte occidentale.
Dall’arte greca antica al Modernismo, dalle grandi correnti espressioniste e funzionaliste (avanguardie artistiche comprese) di inizio Novecento sino alle esperienze pop, informali e concettuali, l’arte ha sempre saputo usare, stravolgere, reificare la realtà materiale senza alcuna soggezione. Negli ultimi decenni si assiste invece a una sorta di impasse, di rallentamento della creatività artistica. È difficile individuare con precisione i molteplici aspetti di questa crisi, ma la ragione di fondo, a mio parere, sta nella diffusa mancanza di tensione ideale e di spinta etica che permea, a tutti i livelli, la società odierna; crisi che coinvolge anche artisti e pubblico. In parole povere, si tratta, di una sorta di progressivo impoverimento e abbruttimento culturale, individuale e quindi sociale, voluto o subito che sia, da intendersi in termini di sopraffazione della superficialità, dell’edonismo, dell’immoralità politica e religiosa, del consumismo, della mancanza di vera solidarietà sociale, dalle sempre attive censure politiche e quant’altro.